Quinta Essentia

INTRODUZIONE:
Quasi nessun’altra figura nel vasto panorama dell’Alchimia è riuscita a promuovere altrettanti studi filologici e storici quanto quella di Basilio Valentino. Tradizionalmente viene considerato un monaco benedettino dell’abbazia di S. Pietro, a Erfurt, nel nord della Germania, vissuto nel primo quarto del XV secolo, ma si tratta di affermazioni tutt’altro che univoche.
L’anno di nascita di Basilio Valentino viene considerato da alcuni il 1394: la prima citazione del suo periodo è quella dell’Elettore Palatino Gudenus (“Historia Erfordiensis”, Erfurt, 1675), che segnala la sua presenza nel monastero di S. Pietro nel 1413, ma non esplicita la sua fonte di informazioni. Petraeus (“B. Valentini Chymische Schriften”. Hamburg, 1740) accenna al fatto che l’Imperatore Massimiliano nel 1515, dopo aver ordinato approfondite ricerche a Erfurt, non riuscì a trovare traccia dell’Adepto nelle liste storiche dei monaci benedettini della città e suggerisce che forse egli era vissuto nel monastero di Walkenried (Cistercense e non benedettino), riferendosi ad una affermazione di Placcius (“Theatrum anonymorum et Pseudonymorum”. Hamburg, 1708) che rivelava che nella chiesa di tale città nel 1690 era ancora esposto un ritratto di Basilio, in buone condizioni. AutoreKopp (“Beitráge zur Geschichte der Chemie”. Brunswick, 1869?75) e Sudhoff (citato da Stillman, “Paracelsus”. New York, 1920) affermano di non aver mai rinvenuto traccia, nei cataloghi specializzati, di manoscritti di Basilio Valentino anteriori ai tempi di Paracelso (seconda metà XVI secolo) ma van Helmont, famoso medico del XVII secolo e seguace di Paracelso, afferma (“Ortus Medicinae”. Amsterdam, 1652) che il suo Maestro aveva largamente mutuato alcune teorie alchemiche da Basilio senza citarne il nome, indicandolo inoltre come anteriore a Paracelso di più di cento anni. Curiosamente lo stesso Basilio, nel suo trattato più famoso e più sicuramente autentico (“Triumph Wagen Antimonii”. Lipsia, 1604), menziona l’America, chiama la sifilide “mal francese”, fa riferimento al tabacco e ai caratteri tipografici in lega di antimonio, citazioni plausibili solo situandole almeno all’inizio del XVI secolo. Nel suo “Ultimo testamento” (Jena, 1626) riferisce invece di un processo iniziato nella città di …

Per ordinare il libro, inviare una e-mail al seguente indirizzo: info@assisa.org

Via Rovescio, 165 - 47522 Cesena FC

+39 0547 353358

info@herboplanet.eu