Interruzione di un Sogno Cabalistico, o la Rivelazione di Tavole Mistiche dell’Antichità

Traduzione di un manoscritto alchemico francese inedito del 1600 e di autore anonimo, dove si parla della “Via Universale”.
Questa opera è stata citata da Borelle, nella Biblioteca degli autori chimici, sotto lo stesso titolo “Dell’interruzione del sonno cabalistico, o rivelazione di fiabe dell’antichità”, M. S. ex museo D. de l’oberie, Eutetiae pag. 1596 1.

Prefazione:Se è vero che il testamento sia una attestazione della mente e della volontà del testatore, perché sia osservato dall’erede voi sarete obbligati a custodire molto religiosamente le ordinanze che io vi faccio in questa epistola, o voi sarete indignati della sua possessione e di essere del novero dei legittimi successori, visto che ciò che io insegno nei libri seguenti, è un tesoro inestimabile che io vi dono per testamento, a condizione che voi osserviate diligentemente i precetti che io vi prescrivo in questa prefazione .
Ascoltate, bambini, la disciplina del Padre.
È la Sapienza divina, valutate le mie parole ed inclinate le vostre orecchie ai miei detti, affinché voi conosciate la prudenza. Io vi farò un buon dono, non abbandonate la mia legge ed osservate i miei comandamenti, ed i vostri giorni vi saranno moltiplicati, e gli anni della vita, vi saranno aumentati. Io vi mostrerò la via della sapienza e vi condurrò per i sentieri di Equità. Abbiate sapienza, abbiate prudenza, perché sapienza è meglio che l’oro; acquistate prudenza, è più preziosa che l’argento. Questo tesoro è quindi ciò che si chiama la Pietra Filosofale, o la Polvere dei Saggi, per mezzo della quale l’oro e l’argento, si possono fare così bene come quelli che vengono dalle miniere d’oro e d’argento, e ciò, per mezzo dell’alchimia e delle sue operazioni.
Parecchi hanno curiosamente ricercato la vera etimologia di questa parola, ma sono molto pochi quelli che l’hanno ben indovinata. Non di meno, noi possiamo dire che questa parola è derivata da Als, che significa, in greco, sale, e da Chymie, che vuole dire fusione, e così, è ben detto, a causa che il sale, il quale è così ammirabile e usurpato, e senza il sale, non ci sarà alcun sacrificio gradito a Dio, cosicché Mosè ci insegna, dicendo: tu salerai con il sale tutta l’oblazione del tuo sacrificio, e non mancherai di mettere il sale dell’alleanza del tuo Dio sopra il tuo sacrificio, tu offrirai in tutta l’oblazione del sale, perché tutto l’uomo sarà salato di fuoco, e tutta l’oblazione sarà salata di sale, ma se il sale perde il suo sapore, di che cosa si salerà.
E secondo altri, e più a proposito, l’alchimia, è derivata da questa parola, Ala, dal cipriota, che significa vino, e da Chymie, fusione; il tutto significando fusione di vino, o vino fusibile; quello serve per l’Acqua; e questo per il vino, quantunque possa servire per tutti, a causa che nell’uno e nell’altro, il sale ci è necessario per fertilizzare tutto ciò che diventerebbe sterile senza questi; esso non saprà dissolvere tutti i metalli allorché è congelato. Bisogna quindi sapere che ci sono tre corpi particolari che possono servire da agente, ovvero il grano, il vino, e l’acqua. E l’argento è il paziente per il bianco; l’oro, per il rosso e per il bianco. Perché non c’è altro lievito in tutto il mondo, che questi due, essenti necessari in questo lavoro faticoso.
Tanto che la pietra non è altra cosa che la rigenerazione dell’oro o della luna. E per rigenerare l’oro, è evidente che bisogna che ci sia attualmente, altrimenti la sua rigenerazione non si farà mai specialmente sotto la conservazione della specie; e se l’oro non sarà graduato più su dall’arte che non sia dalla natura, è certo che non perfezionerà mai i metalli imperfetti, e per rifinirli, è necessario che la sua qualità aurificante sia presente nell’agente, e quando l’agente e la materia sono simili, le operazioni ne sono sempre simili, e sebbene l’artista conduca la forma del soggetto diversamente, così è – come il fine fa sempre le nostre produzioni. Ora l’alchimia è una operazione imitante la natura, la quale aurifica ed argfentifica ciò che non saprebbe fare senza un agente e senza un paziente che aurifica ed argentifica. Altrimenti la sua produzione non sarà oro o argento, sia in azione o in potenza, e non può fare niente di simile né alla luna né al sole, e tanto che l’agente ed il paziente devono essere simili in genere, e dissimili in specie. È necessario per fare la rigenerazione dell’oro, che ci sia come paziente, conviene dargli un agente simile in genere e dissimile in specie . Per fare questo, noi dobbiamo ricorrere alla Rugiada od alla pioggia siccome più pure che tutte le altre, le quali, sono proprio dello stesso genere che i metalli, i quali non sono che un’Acqua congelata, e piglianti il loro genere così come lo afferma Aristotele nelle sue Meteore.
È dissimile in specie, la quale essendo impregnata, e il suo sale invisibile, tanto fisso come volatile, ha potere di slegare tutto ciò che lega. E attraverso il suo mezzo, tutti i metalli ne sono legati e coagulati. Ciò che ci obbliga a prendere ciò che è di proprio in questa Acqua, per slegare i metalli, e per discioglierli nella stessa Acqua che gli ha dato la solidità, e che ha legato non solamente l’oro e l’argento, ma addirittura tutti i corpi solidi vi hanno preso la loro origine.
Ora ciò che è proprio a questa Alchimia in quella di quello, ciò che la natura non saprà tollerare, e la ragione vuole che natura sia corretta tramite la sua natura, e niente di estraneo sia messo fra le semenze mascoline e femminili, altrimenti nessuna generazione potrà essere fatta singolarmente e regolarmente sotto la conservazione della Specie, e tutti gli autori dicono all’unisono che la materia della pietra è unica, che essa contiene tutto ciò che è necessario nel nostro faticoso lavoro, non essendo questione che di gettare tutto ciò che è superfluo. Ora è che se noi mischiamo qualche cosa di estraneo con l’oro, e che non sia di sua natura, noi contraddiciamo alla natura, alla ragione, ed alla autorità, dal momento che noi mettiamo l’oro per la materia della pietra. Ne consegue che nessun corpo estraneo, deve essere mischiato con lui, ma a causa che la rigenerazione di questo corpo deve essere fatta in Acqua ed in spirito per donargli l’immortalità e che tutti gli autori affermano che bisogna regredire l’oro e dissolverlo in cose radicali nel suo genere generalissimo al fine di rincrudirlo e farlo morire per renderlo gloriosamente resuscitato attraverso l’ultima rigenerazione.
Quale Acqua e quale spirito prendiamo, se non l’Acqua stessa e lo Spirito che ha dato lo Stato all’oro e gli ha dato la vita. L’Acqua non è essa la propria del metallo? L’aria non gli dà la vita, come egli l’ha data a tutti gli animali?
Sarà quindi espediente e necessario tutto insieme di prendere l’Acqua ignea dell’Acqua e l’aria congelata di quella per dissolvere l’oro e renderlo nella sua prima materia che è la stessa Acqua ignea e la stessa aria congelata, le quali miscelate insieme dissolveranno i metalli così dolcemente e naturalmente come il fuoco scioglie il ghiaccio . E questa solenne dissoluzione è la base ed il fondamento dell’arte senza la quale l’oro rimarrebbe senza movimento e senza vita, ma la dissoluzione di questo fatta nell’Acqua della sua propria cisterna apre il corpo solare, gli eccita il movimento specialmente quando è aiutato dall’agente esterno e dal dolce calore che agisce e risveglia la vita addormentata dell’oro e lo fa morire completamente per riprendere nuova vita e resuscitare gloriosamente, poiché la corruzione e mortificazione dell’uno, è la generazione e la vita dell’altro, e così l’oro sarà il paziente e l’Acqua miscelata alla sua aria l’agente proprio dopo la sua putrefazione di 40 giorni. Non di meno l’oro essendo all’inizio il paziente, (essendo corrotto) cambia di natura, e da maschio, diventa femmina, tanto che essendo pesante, compatto, solido e di solida costituzione, resta nel fondo del vaso, scioglie quando i suoi pori sono aperti, e che l’Acqua spirituale ed ignea ha rarefatto il suo corpo. Si putrefà, muta e cambia, da pesante in leggero, da duro in molle, e da addormentato in vigile, e dal basso sale sopra la sua femmina che è l’Acqua, si fa ermafrodita, poi infine con l’aiuto del fuoco esterno, diventa maschio molto vigoroso. E così la conversione degli elementi si fa, e l’opera è compiuta e terminata.
Quanto ai due altri agenti qui sopra specificati, è certo che la loro natura e composizione abbaglia gli occhi dei più grandi filosofi e più veggenti nella natura dei misti, a causa che il grano ed il vino non sono la prima materia dei metalli né dell’oro, sembra che l’oro sotto alla sostanza di quelli, sia di natura diversa, e di conseguenza incapace della rigenerazione unica tanto raccomandata, e che entri nel binario al posto dell’Unità, necessaria in questo lavoro, ma è sicurissimo che questi due agenti sono molto abbondanti in questa prima materia dei metalli, ovvero nell’Acqua ignea e terra vergine congelata tramite l’aria nel mezzo delle Acque, per mezzo del quale il sole e la luna ne sono disciolti e resi in Acqua, testimone il fuoco che vive nello spirito del vino e la ponticità acida della sua terra, e similmente al grano dal quale si estrae una Acqua cocente ed una terra pontica . Come sarà mostrato qui di seguito, ed, inoltre, la convenienza e relazione che c’è fra il vino ed il metallo mostra evidentemente che c’è una grande familiarità fra l’uno e l’altro, e che si avvicina molto alla natura metallica, visto che il …

Capitolo IDell’hilé primordiale, o prima materia dei Saggi
Capitolo IIDel germe dell’Oro, e se può naturalmente vegetare
Capitolo IIIDella Genealogia od Anatomia dell’Acqua
Capitolo IVDella Genealogia dell’oro
Capitolo VSeguito della genealogia dell’oro e come si fa il Mercurio
Capitolo VIDella rigenerazione del figlio del sole. O discorso metodico della fabbrica della pietra filosofica e sua origine. E della possibilità che c’è di farla
Capitolo VIISapere se l’oro e l’argento dei Filosofi , sono i comuni e volgari
Capitolo VIIIDel Mercurio dei Saggi, e quale è
Capitolo IXDi che cosa sono composti i metalli ed il nostro mercurio. E della loro propria materia metallica
Capitolo XSapere se non c’è altro Mercurio presso i Filosofi che quello che è derivato dall’Acqua
Capitolo XISapere se la riduzione dei corpi perfetti nella loro prima materia è necessario
Capitolo XIISe dopo la dissoluzione universale, bisogna distillare o no l’Acqua mercuriale
Capitolo XIIIQuando e come l’anima deve essere rimessa nel corpo
Capitolo XIVSe la separazione degli Elementi è necessaria o no
Capitolo XVDel peso e proporzione di natura
Capitolo XVISe è necessario l’opera di sempre unire la luna l’oro ed il mercurio insieme
Capitolo XVIISe è necessario calcinare la terra e ridurla in mercurio, prima di unirla con la sua Acqua
Capitolo XVIIIDei fuochi in generale
Capitolo XIXQuali devono essere gli stoppini
Capitolo XXDei forni e vasi propri
Capitolo XXIModo di procedere nell’Elezione di una buona pratica. E su quale materia bisogna operare         
Capitolo XXIIDei colori in generale
Capitolo XXIIIDella moltiplicazione
Capitolo XXIVDelle condizioni richieste all’artista che si vuole introdurre in questa scienza e mettere mano all’opera
Capitolo XXVDella calcinazione dei metalli tanto perfetta che imperfetta
Capitolo XXVICemento per purgare l’Oro
Capitolo XXVIICalcinazione d’oro e di Luna

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