Prodotto incluso nel Registro degli integratori del Ministero della Salute Italiana, codice 114753.
APPORTO INGREDIENTI PER 20 ml: succo di Melograno (Punica granatum L.) 12 ml, puro succo di Noni (Morinda citrifolia L.) 8 ml, estratto secco di frutti di Goji (Lycium barbarum L.) titolato al 50 % in polisaccaridi 600 mg (apporto in polisaccaridi 300 mg). Acidificante: acido citrico. Conservante: potassio sorbato. L-Selenometionina 15 mg (apporto in Selenio 70 μg = 127,28% VNR). Conservante: sodio benzoato.
SENZA GLUTINE – AMICO DEI VEGANI
MNG-PLUS è un integratore alimentare di estratti vegetali e selenio.
Il MELOGRANO e il GOJI hanno un effetto antiossidante.
Il NONI ha un effetto tonico in caso di stanchezza fisica e mentale.
Il SELENIO contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
CONSIGLI D’USO: si consiglia l’assunzione di 10 ml 2 volte al giorno. Una volta aperta la confezione, conservarla in frigorifero.
AVVERTENZE: Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. Non superare la dose giornaliera consigliata. Il prodotto va utilizzato nell’ambito di una dieta variata ed equilibrata e uno stile di vita sano.
Disponibile nelle migliori Farmacie, Parafarmacie, Erboristerie.
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Patologie:
Senescenza, mancanza di libido e piacere, sindrome da affaticamento cronico, astenia psico-fisica, depressione, stress, disturbi del sonno, difficoltà a concentrarsi, malattie infettive, mononucleosi, artrite, malattie degenerative, radicali liberi, arteriosclerosi, herpes labialis, ipertensione arteriosa, disturbi intestinali, problemi digestivi, diabete 1 e 2, parassitosi intestinale, stitichezza, obesità, foruncoli, tabagismo, dipendenza da droghe.
Note:
Il MELOGRANO (Punica granatum), di origine persiana, veniva già usata nell’antichità, come ben documentato sia nell’arte che nella letteratura. Esso è uno dei primi frutti coltivati di cui abbiamo conoscenza. Dalla pianta di melograno si utilizza non solo il frutto ma anche la buccia e la radice che possono essere usate per vari scopi medicinali. Infatti, nella medicina tradizionale cinese, fin dai tempi antichi, il melograno era considerato uno dei rimedi per l’infertilità nelle donne. Esso può essere usato nelle infezioni causate da tenie e nella dissenteria (Caceres A, Giron LM, Alvarado SR, Torres MF. Screening of antimicrobial activity of plants popularly used in Guatemala for treatment of dermatomucosal diseases. J Ethnopharmacol 1987;20:223-237). Viene anche comunemente impiegato nel trattamento di alcuni stati cronici agli arti inferiori e superiori e si sono raggiunti promettenti risultati nella cura di alcune tipologie di cancro e altre patologie simili. Soprattutto, il melograno viene considerato uno dei migliori frutti disponibili nella lotta contro le malattie in genere a causa dei suoi alti livelli di vitamine, minerali e antiossidanti (questa pianta risulta essere un potente antiossidante, superiore al vino rosso e uguale o migliore del tè verde). Le proprietà astringenti del suo frutto sono state usate per trattare varie problematiche (ferite, mal di gola, gengiviti e periodontite). Il melograno è un’ottima fonte di vitamina C: esso provvede al 10-20% del fabbisogno giornaliero raccomandato (RDA). Le potenti proprietà antiossidanti del suo frutto sono state attribuite al suo alto contenuto di polifenoli solubili (Gil MI, Tomas-Barberan FA, Hess-Pierce B, et al. Antioxidant activity of pomegranate juice and its relationship with phenolic composition and processing. J Agric Food Chem 2000;48:4581-4589). Prove in vitro su colonie cellulari normali e cancerose del colon hanno dimostrato che il suo succo ha un forte potere antiproliferativo e antiossidante, nonché presenta effetti proapoptitici (abbattimento della concentrazione plasmatica) maggiori rispetto ai singoli principi attivi purificati: questo probabilmente è il risultato di una azione sinergica tra i composti contenuti nel frutto. La ricerca dimostra che il suo succo può essere cardio protettivo (Sumner MD, Elliott-Eller M, Weidner G, et al. Effects of pomegranate juice consumption on myocardial perfusion in patients with coronary heart disease. Am J Cardiol 2005;96:810-814), può ridurre i fattori di rischio (come l’accumulo di colesterolo, le cosiddette “cellule-schiumose” nei macrofagi, e lipoproteine ossidate a bassa densità [LDL]) senza inficiare l’LDL originario. Alcuni studi sugli effetti anticancerogeni di questo frutto, eseguiti su una cultura dell’organo mammario del topo e in cellule cancerose del seno umano (in vitro), hanno dimostrato che il suo estratto (PFE) è chemiopreventivo. In un altro studio eseguito nei ratti immunodepressi (atimici), ricercatori dell’Università del Wisconsin, nella città di Madison, hanno scoperto che il PFE ha ridotto significativamente i livelli serosi dell’antigene specifico della prostata e inibito la proliferazione di cellule aggressive cancerose (Lansky EP, Jiang W, Mo H, et al. Possible synergistic prostate cancer suppression by anatomically discrete pomegranate fractions. Invest New Drugs 2005;23:11-20 and Lansky EP, Harrison G, Froom P, Jiang WG. Pomegranate pure chemicals show possible synergistic inhibition of human PC-3 prostate cancer cell invasion across Matrigel. Invest New Drugs 2005;23:121-122). L’estratto di melograno ha evidenziato un’azione antiproliferativa, antiestrogenica e proapoptotica sulle cellule leucemiche (Mertens-Talcott SU, Percival SS. Ellagic acid and quercetin interact synergistically with resveratrol in the induction of apoptosis and cause transient cell cycle arrest in human leukemia cells. Cancer Lett 2005;218:141-151) così come sulle cellule cancerose del seno e della prostata. I risultati degli studi condotti su pazienti diabetici hanno mostrato che un’integrazione alimentare a base di succo di melograno dava effetti benefici antiossidanti sui macrofagi: questo implica che ci potrebbe essere una riduzione nello sviluppo dell’arteriosclerosi (Aviram M, Volkova N, Coleman R, et al. Pomegranate phenolics from the peels, arils, and flowers are antiatherogenic: studies in vivo in atherosclerotic apolipoprotein E-deficient (E°) mice and in vitro cultured macrophages and lipoproteins. J Agric Food Chem 2008;56:1148-1157); l’estratto del fiore di melograno sembra ridurre i seguenti fattori nei pazienti diabetici di tipo 2 e affetti da accresciuta fibrosi dovuta a scompenso cardiaco: iperglicemia, iperlipidemia, grasso nel cuore (Rosenblat M, Hayek T, 69. Aviram M. Anti-oxidative effects of pomegranate juice (PJ) consumption by diabetic patients on serum and on macrophages. Atherosclerosis 2006;187:363-371). Altre ricerche hanno mostrato i benefici effetti del melograno nel promuovere il benessere neurologico, mantenere l’integrità e la funzionalità delle articolazioni, esibire proprietà estrogeniche, bloccare la diffusione del virus da herpes simplex, innescare funzioni immuno-protettive, trattare malattie dell’apparato dentale, migliorare l’effetto degli antibiotici usati per trattare infezioni da Staphylococcus aureus methicillin-resistenti e methicillin-sensibili, e prevenire la disfunzione della muscolatura liscia e la fibrosi nella disfunzione erettile. Nella medicina Ayurvedica, le proprietà estringenti del melograno sono collegate alla crescita di ossa e cartilagini e in campo cosmetico, si è dimostrato che l’estratto della buccia del frutto stimola la produzione di un tipo di procollagene e inibisce i processi di degenerazione del derma.Non è ancora stato scoperto il rimedio che ci possa garantire dagli effetti del processo d’invecchiamento, nessuno ha mai scoperto la strada che porta all’immortalità, ma senz’altro è possibile rallentare in misura considerevole il processo d’invecchiamento, è quasi incredibile quanti anni possono essere aggiunti alla vita di ciascuno di noi, anni ed anni di vita sana e felice. Il Dr. Heinicke, biochimico, ha scoperto che il frutto del NONI Hawaiano (Morinda citrifolia) contiene un alcaloide precursore di un composto vitale denominato xeronina, precursore della xeronina è la proxeronina, questo alcaloide è contenuto anche nell’Ananas, ma il frutto del Noni lo contiene in misura maggiore di 800 volte. Il corpo produce la xeronina per attivare gli enzimi e far si che funzionino in modo adeguato, tantissime malattie si sviluppano a causa del malfunzionamento enzimatico. Senza la xeronina la vita cesserebbe, il frutto della Morinda citrifolia, contenendo la proxeronina ha la possibilità di aumentare i livelli di xeronina dando un notevole contributo alla salute ed alla protezione delle cellule. La proxeronina avvia il rilascio della xeronina nel tratto intestinale dopo essere venuta in contatto con un enzima specifico contenuto anch’esso nel frutto. Questa combinazione si pensa possa influenzare positivamente la funzione cellulare. La possibilità di ottenere un precursore per la xeronina dal Noni fa si che il corpo decida in modo naturale quanto di questo precursore si debba trasformare in xeronina. Le malattie, lo stress, la collera, il trauma e le ferite possono diminuire i livelli di xeronina nel corpo, creandone di conseguenza un deficit. Il Noni è probabilmente la fonte migliore di proxeronina che oggi si conosca. Alcuni autori sostengono che il succo di Noni darebbe migliori risultati della polvere liofilizzata o dell’estratto secco. Gli studi sostengono la capacità del Noni di agire come immunostimolante, inibire la crescita di certi tumori, accrescere e normalizzare la funzione cellulare e incrementare la rigenerazione dei tessuti. È considerato un potente purificatore del sangue e contribuisce all’omeostasi complessiva. Il Dr. Heinicke crede che i principi attivi contenuti nel frutto intervengano sulla riparazione delle cellule danneggiate a livello molecolare. La proxeronina contenuta nel Noni aumenta la produzione di xeronina, la quale sembra essere in grado di regolarizzare la forma e l’integrità di alcune proteine che contribuiscono individualmente alle specifiche attività cellulari. Secondo le teorie del Dr. Heinicke, la proxeronina contenuta nel frutto del Noni Hawaiano può essere usata come coadiuvante nella cura di diverse malattie (cancro, senilità, artrite, pressione sanguigna alta e bassa). Esami aneddotici hanno verificato che il Noni allevia il dolore delle articolazioni collegate alla malattia artritica. Un legame col dolore artritico potrebbe essere l’incapacità di digerire correttamente o completamente le proteine, che porterebbero alla formazione di depositi cristallini nelle giunture. La capacità del frutto di Noni Hawaiano di aumentare la digestione proteica attraverso l’intensa funzione enzimatica può agevolare ad eliminare questo fenomeno, inoltre, l’effetto antiossidante del Noni può contribuire a diminuire il danno provocato dai radicali liberi nelle cellule delle giunture, le quali possono acuire sconforto e degenerazione. I principi attivi presenti nel Noni hanno dimostrato di controllare efficacemente, oppure di sopprimere, più di sei tipi di ceppi batterici infettivi: Escherichia coli, Salmonella typhi (ed altri tipi), Shigella paradysenteriae, Staphylococcus aureus. Il damnacantale (principio attivo contenuto nel Noni) riesce ad inibire la prima fase antigene del virus Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi, la quale, a sua volta, è una delle cause della sindrome da affaticamento cronico. Relazioni aneddotiche sostengono quest’azione, ovvero che il Noni sembra particolarmente efficace ad accorciare la durata di certi tipi di infezioni. I principi attivi rintracciati nel frutto testimoniano la possibilità che hanno di stimolare la produzione di xeronina e potrebbero spiegarne le proprietà immunostimolanti. Gli alcaloidi presenti sono atti a stimolare la fagocitosi, processo in cui certi leucociti (macrofagi) attaccano e letteralmente digeriscono gli organismi infettivi. L’azione antitumorale è stata attribuita ad una risposta del sistema immunitario, il quale viene coinvolto alla stimolazione delle cellule T. La presenza della proxeronina nel Noni promuove l’aumento della xeronina nel tratto intestinale, permettendo alle pareti intestinali di assorbire meglio le varie sostanze nutrienti, in particolar modo gli aminoacidi. La xeronina rende possibile il passaggio attraverso le membrane cellulari di molecole più grandi, ne consegue un miglioramento della digestione. Il frutto contiene molta Vitamina C ed è considerato un tonico; consigliabile nelle condizioni maggiormente debilitanti. Il processo d’invecchiamento bombarda il corpo con radicali liberi che possono causare una miriade di malattie degenerative. Il Dr. Heinicke sostiene che mentre invecchiamo perdiamo la capacità di sintetizzare la xeronina, questo è peggiorato dalla presenza di moltissime tossine presenti nell’ambiente, le quali hanno la capacità di bloccare la produzione di xeronina. Sostiene, inoltre, che la proxeronina contenuta nel Noni Hawaiano aiuterebbe ad arrestare queste azioni, agendo come una sostanza antisenescente. La Morinda Citrifolia contiene selenio, uno dei migliori componenti ad effetto antiossidante disponibile oggi. Il Noni agisce anche a livello psichico in quanto la xeronina, attivata dalla proxeronina contenuta nel frutto, trasforma alcune proteine del cervello in ricettori attivi dell’endorfina o “ormone del benessere”. Utile per il tabagismo e dipendenze da droghe. Il succo di Noni fornisce la proxeronina al corpo, il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per mantenerne un buon livello, il resto viene eliminato, per questo si può escludere il rischio di assumerne una dose eccessiva bevendo il succo di Noni. Il Noni è uno dei poli di ricerca più importanti dell’inizio del terzo millennio. Nei prossimi 15 anni ne dovranno derivare applicazioni farmaceutiche sempre più specifiche. Il Noni è una delle grandi speranze della ricerca del ventunesimo secolo. La parola “GOJI” è un’approssimazione della pronuncia di gǒuqǐ (枸杞), il suo nome in parecchi dialetti cinesi, è denominato commercialmente (in lingua inglese) goji berry. Inoltre, Wolf berry, è il nome comune inglese per il frutto di due specie strettamente collegate: Lycium barbarum e Lycium chinense: famiglia delle Solanacee che include anche le patate, il pomodoro e il tabacco. È nativo del sud-est dell’Europa e dell’ Asia (nord dell Cina, Tibet, e Himalaya). Le specie Goji sono piante perenni che crescono fino a 3 metri. L. chinense cresce nel sud della Cina e tende ad essere un po’ più bassa, mentre L. barbarum cresce nel nord e tende ad essere un po’ più alta. Nell’emisfero settentrionale, la sua fioritura avviene da giugno a settembre e la maturazione delle bacche da Agosto ad Ottobre, a seconda della latitudine, altitudine e clima. Queste specie producono una bacca di colore rosso-arancio acceso e bacche di forma ellissoide e di 1-2 cm di lunghezza. In particolare, in Cina come in Tibet, le sue bacche sono credute essere una fonte di giovinezza da 1500 anni e la medicina tradizionale asiatica celebra, da parecchi secoli, le bacche di Goji come un frutto riequilibrante che ci aiuta a mantenere uno stato di benessere. Questa pianta cresce soprattutto nelle aree bagnate dal Fiume Giallo che fertilizza il suolo in maniera naturale attraverso una polvere minerale gialla che è presente nelle sue acque. Ecco perché nessun tipo di fertilizzante o additivo chimico vengono usati per rendere così dolce il sapore di questo frutto. Dagli inizi del XXI secolo c’è stata una sempre maggiore attenzione nei confronti del Goji a causa del suo valore nutritivo e del suo contenuto antiossidante. La lista dei benefici del Goji è enorme: è uno dei più forti antiossidanti in natura; aiuta il sistema immunitario stimolandolo a purificare la pelle e producendo un’azione tonico-energizzante nell’organismo. Aiuta a migliorare la vista e promuove la guarigione. Attraverso i suoi agenti antiossidanti, il Goji protegge il DNA e riduce i rischi cardiovascolari e di malattie metaboliche. Per il suo naturale contenuto di Zinco, stimola la produzione di testosterone, migliorando così la produzione di sperma e della libido. E’ un aiuto per le ossa e i muscoli e per la proliferazione delle cellule della milza. Nella medicina cinese, esso viene impiegato per arrestare la diarrea e come rimedio per la tosse secca. In relazione alle malattie collegate a stati diabetici, il Goji viene impiegato per ridurre i livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue. Le bacche di Goji contengono più vitamina C persino degli agrumi. Le Vitamine C sono anche antiossidanti essenziali che riducono la percentuale di radicali liberi dannosi dal sangue, come ad esempio il molondialdeide, che a sua volta previene i radicali liberi che inducono stanchezza e invecchiamento. Una caratteristica della bacca di Goji, che ha recentemente catturato l’interesse dei ricercatori, è il suo effetto sulla riduzione delle cellule ipertrofiche e cancerose (Mendell, PhD., Earl. “Goji and Cancer”. The Goji Cure. 5 Mar 2009). Il componente chimico che dà a questa pianta tale effetto benefico è il betasitosterolo (anche chiamato cincolo). Questo composto è stato trovato proprio in queste stesse bacche rosse e il betasitosterolo può efficacemente ridurre il diametro delle cellule accresciute; e infatti, esso può anche indurre nella cellula la cosiddetta apoptosis (suicidio cellulare) della cellula tumorale (nella bacca di Goji è anche presente il Germanio, un particolare minerale considerato un grande alleato nella lotta contro il cancro). Questa sua proprietà lo rende uno dei trattamenti più comunemente usati per l’ingrossamento della prostata. Dopo che l’uomo ha superato i 40 anni, per ragioni del tutto fisiologiche le cellule della ghiandola prostatica aumentano la loro dimensione di una certa misura. Quando questo ingrossamento persiste, si può sviluppare una condizione chiamata iperplasia prostatica benigna (IPB). Se lasciata libera di crescere, la ghiandola può causare l’ostruzione del tratto urinario così da creare difficoltà della minzione e, in alcuni casi, provocare dolore. Nel caso di cancro alla prostata, le cellule si espandono e si dividono fuori controllo causando danni ai tessuti cellulari normali che stanno loro attorno. Questo può creare ulteriori danni al normale funzionamento dell’organismo. Poiché il betasitosterolo contenuto nel goji riduce sensibilmente la dimensione di queste cellule gonfie senza alcun danno collaterale, esso sta diventando piuttosto popolare tra i medici (“Complete Beta sitosterol Information”. Drugs.com. 2009. 5 Mar 2009). Il Goji viene usato anche come trattamento preventivo e, nei pazienti affetti da cancro, può essere anche usato per molto tempo a fianco di altri medicinali come supporto nella riduzione delle cellule tumorali (nessuna interazione con medicinali conosciuti è stata fino ad ora documentata per il betasitosterolo). Le bacche di Goji sono ricche di vitamina A e B, potassio e polisaccaridi. La betaina e i grassi acidi essenziali che esso contiene aiutano a disintossicare il fegato: ecco perché viene anche chiamato “il frutto della vita”. In accordo con ciò che risulta dal test “ORAC” (protocollo standard del Ministero dell’Agricoltura Americano in grado di misurare il potere disintossicante degli alimenti), l’uva nera contiene 5.000 unità ORAC di potere ossidante, l’arancio 750 e il Goji ben 30.000: il 600% in più del succo di uva nera. Inoltre, 15 grammi di bacche essiccate coprono l’intero fabbisogno giornaliero (RDA) di sostanze antiossidanti. Il SELENIO è un minerale antiossidante, in grado di contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi. Aiuta a mantenere l’elasticità dei tessuti, ritardando l’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, i quali, a loro volta, possono causare la solidificazione delle proteine dei tessuti. Il dottor Harman è riuscito a prolungare la vita media degli animali da laboratorio somministrando antiossidanti e la validità dei suoi risultati è stata confermata da molte ricerche successive. Passwater e Welker (American laboratory, maggio 1971) affermano che la terapia antiossidante, da sola, dovrebbe aggiungere dai 5 ai 10 anni alla nostra vita. La protezione dalle radiazioni (dovute ai raggi cosmici, ai raggi solari ed alla scissione dei vari elementi) dovrebbe aggiungerne dai 2 ai 5 anni. Se si considera il modo in cui le radiazioni inducono l’invecchiamento, ci si trova nuovamente di fronte ai radicali liberi che vengono a risultare dal processo stesso.
RIMEDI COMPLEMENTARI: SURCORTEX, IMMUNOSOL, MAGSOL 5 EXTRA
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