Prodotto incluso nel Registro degli integratori del Ministero della Salute Italiana, codice 113186.
APPORTO INGREDIENTI ERBORISTICI PER UNA COMPRESSA: estratto secco di Cardo mariano (Silybum marianum Gaertn.) frutti 200 mg (apporto in silimarina 160 mg), estratto secco di Riso rosso fermentato (Monascus purpureus) titolato al 1,5% in Monacolina K 193.3 mg (apporto in monacoline 2.9 mg). Agenti di carica: cellulosa microcristallina, gomma arabica. Estratto secco di tallo di Haematococcus pluvialis Flotow. titolato al 2,5% in Astaxantina 40 mg (apporto in astaxantina 1 mg). Agente di carica: calcio fosfato. Antiagglomeranti: sali di magnesio degli acidi grassi, biossido di silicio. Coenzima Q10 10 mg, estratto secco di radice di Polygonum cuspidatum Siebold & Zucc. 10 mg (apporto in resveratrolo 9,8 mg), Acido folico 200 µg = 100% VNR*. – *VNR: Valori Nutritivi di Riferimento
SENZA GLUTINE – AMICO DEI VEGANI
COLERIL PLUS è un integratore a base di estratti vegetali, Coenzima Q10, Resveratrolo, Astaxantina e acido folico.
Il CARDO MARIANO è in grado di favorire la funzionalità epatica.
Il POLYGONUM CUSPIDATUM contribuisce alla regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare.
L’ACIDO FOLICO contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina.
CONSIGLI D’USO: 1 compressa al giorno, la sera prima di coricarsi.
AVVERTENZE: Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. Non superare la dose giornaliera consigliata. Per l’uso del prodotto si consiglia di sentire il parere del medico. Non usare in gravidanza, durante l’allattamento e in caso di terapia con farmaci ipolipidemizzanti. Il prodotto va utilizzato nell’ambito di una dieta variata ed equilibrata ed uno stile di vita sano.
Disponibile nelle migliori Farmacie, Parafarmacie, Erboristerie.
[content_control roles=”webinar”]
Patologie:
Ipercolesterolemia. Ipertrigliceridemia.
Note:
NOTE: Il CARDO MARIANO (Silybum marianum) è prezioso in particolare nelle disfunzioni epatiche. I frutti del Cardo mariano, impropriamente chiamati semi, contengono un principio attivo denominato Silimarina che ha un attività epatotropa ed è per questo motivo che il Cardo entra in diverse formulazioni di prodotti che vantano questa azione. La Silimarina corrisponde all’insieme di tre sostanze dette stereoisomeri (Silibina, Silidianina e Silicristina). Fra i tre stereoisomeri la Silibina è la più attiva. Il Cardo Mariano è stato al centro di numerosi lavori sperimentali che dimostrano l’attività antiepatotossica dei flavolignani (bioflavonoidi) presenti tra i principi attivi (Silimarina, Silidianina e Silicristina), solo recentemente isolati. È comunque il termine Silimarina a classificare i flavolignani, gruppo primario di isomeri chimici attivi del Cardo mariano. Queste molecole hanno dimostrato una spiccatissima azione epatoprotettiva nei confronti di sostanze tossiche come l’alcool e le tossine dell’Amanita falloide (falloidina). La Silimarina, si lega alle cellule del fegato impedendo ai veleni del fungo di legarsi ad esso, bloccando quindi il loro effetto velenoso. La Silimarina è anche in grado di neutralizzare il veleno direttamente, il che la rende efficace anche se assunta dopo aver ingerito il veleno del fungo. Prove in laboratorio e sperimentazioni cliniche hanno provato che la Silimarina possiede un effetto sulla membrana cellulare dell’epatocita impedendo o rendendo molto difficile la penetrazione di varie sostanze tossiche all’interno del fegato (attività membranotropa), ostacolando così la degenerazione grassa e la necrosi della cellula. I frutti del Cardo mariano hanno un’azione rigeneratrice a livello epatico, aumentano la sintesi di RNA per stimolazione d’attività dell’RNA polimerasi, accelerando di conseguenza il processo di rigenerazione del parenchima epatico. La Silimarina è in grado di intervenire positivamente sulle lesioni lisosomiali e mitocondriali da etanolo e stimolare la sintesi proteica compromessa anch’essa nelle lesioni da alcool. Il Cardo mariano può aiutare a ringiovanire il fegato ed anche a proteggerlo da eventuali danni futuri, chiunque abbia avuto epatiti, cirrosi o altre disfunzioni del fegato dovrebbe aggiungere il Cardo mariano come componente salutistico, in effetti, non farebbe male se lo si assumesse abitualmente come tonico e rigenerante del fegato, a scopo preventivo, o di mantenimento, nella misura di 200 mg di Silimarina al giorno. La Silimarina è oggi non solo la miglior sostanza documentata per la terapia del fegato, ma anche uno degli estratti vegetali più accuratamente ricercati e studiati con meccanismi d’azione conosciuti. Il Cardo mariano come tonico e rigenerante del fegato aiuta nella statosi epatica, nelle malattie epatiche da alcolismo, da consumo di droghe, epatite cronica, cirrosi epatica, itterizia, sensibilità a sostanze chimiche, esposizione a tossine industriali, programmi di disintossicazione. Rigenera i tessuti del fegato danneggiati dall’epatite, cirrosi, alcolismo, droghe, e tossine ambientali. Aiuta anche contro la fatica e le allergie alimentari. La Silibina, componente della Silimarina, stimola l’attività di un enzima, il Super Oxide Dismutase (SOD), che agisce come spazzino dei radicali liberi, molto più potente della Vitamina E. Il Cardo mariano inibisce l’enzima lipoxigenase prevenendo la formazione di leucotrieni, componenti responsabili di infiammazioni. Il MONASCUS PURPUREUS è un lievito contenuto nel Riso Rosso Fermentato che viene usato nell’alimentazione e nella fitoterapia Cinese da secoli, infatti è già menzionato nell’antichissima Farmacopea “BenCaoGangMu-DanShiBuYi”, pubblicata all’epoca della dinastia Ming (1368- 1644). Diversi studi, più recentemente e precisamente verso la fine degli anni ’90, hanno evidenziato che il Monascus Purpureus aveva tra i suoi principi attivi un inibitore della HMG-CoA-reduttasi, enzima che controlla la velocità di sintesi del colesterolo. Il Monascus purpureus contiene monacoline e la più abbondante è la Monacolina K o Lovastatina, essa inibisce il 3-hydroxy-3-metilglutarylcoenzimaA reduttasi (HMG-CoA-reduttasi) che è il 21° passo per la sintesi del colesterolo (Endo 1976). Senza questo enzima l’intera sequenza di sintesi del colesterolo viene bloccata. Di conseguenza esso rappresenta un target elettivo per regolare i livelli di colesterolo nel sangue. In un recente studio clinico (1997) è stata valutata l’efficacia del Monascus Purpureus assunto con continuità per 8 settimane da 446 pazienti iperlipidemici. I soggetti arruolati presentavano valori di base ematici elevati di colesterolo totale, di colesterolo-LDL o di trigliceridi; contemporaneamente erano rilevabili valori ridotti di colesterolo-HDL. I risultati ottenuti hanno evidenziato come l’assunzione di Monascus Purpureus determini la significativa riduzione della colesterolemia: –22% per il colesterolo totale (-7% per i controlli) e –30,9% per il colesterolo-LDL (-8,3% per i controlli). Nello stesso studio si è constatato che veniva ridotta del 34,1% la trigliceridemia e che vi era un significativo incremento del colesterolo-HDL. Gli stessi risultati sono stati ottenuti in un altro studio (1999) che ha riguardato 83 pazienti iperlipidemici: il Monascus Purpureus, usato come supplemento dietetico per 8 settimane, ha determinato la significativa riduzione del colesterolo totale e di quello LDL. La moderna ricerca scientifica, ha confermato che gli alimenti contenenti Monascus Purpureus hanno veramente l’effetto che la tradizione gli attribuiva. In Giappone, l’estratto del micete Monascus Purpureus viene somministrato a quelle persone poco sensibili alla regola alimentare per regolare la pressione arteriosa, i trigliceridi, i colesteroli cattivi LDL/VLDL e alzare il colesterolo buono HDL, in particolare è indicato per chi produce troppo colesterolo endogeno. Dopo anni di test su migliaia di pazienti trattati con un estratto di Monascus purpureus, ne hanno confermato la validità e autorizzato il commercio dietetico di isolati specifici del Monascus Purpureus, per controllare la pressione arteriosa, i trigliceridi e il colesterolo, in particolare per le persone che non rispondono ad alcun trattamento dietologico tradizionale. Moderni studi clinici condotti per conto dell’ “Istituto Nazionale della Sanità e Nutrizione” giapponese hanno confermato scientificamente che un integratore alimentare a base di estratti acquosi di riso rosso fermentato ad opera dei miceti del tipo Monascus migliora la circolazione del sangue e contribuisce alla riduzione della pressione sanguigna in caso di ipertensione. In base alla più recente letteratura scientifica, quindi, si può affermare che l’integrazione con Monascus Purpureus, unitamente ad idonee modalità dietetiche, risulti efficace e ben tollerata nella regolazione della ipercolesterolemia e della ipertrigliceridemia, abbassi la pressione arteriosa ed abbia buona capacità stomachica e digestiva, in virtù del suo alto contenuto di amilasi. Il COENZIMA Q10 è stato scoperto nel 1957 da Crane nei mitocondri di cuore di bue. Funge da trasportatore d’idrogeno nelle catene di ossidoriduzione a livello mitocondriale ed è quindi importante per la produzione di energia, è un antiossidante ed ha funzione protettiva contro i radicali liberi. Agisce contro i perossidi che attaccano il collagene e l’elastina ed è perciò efficace contro la perdita di elasticità e la formazione di rughe. Il coenzima Q10 è sintetizzato dal nostro organismo, ma la sua produzione diminuisce con l’età. Il fabbisogno giornaliero si stima essere di 5 mg, mentre l’integrazione consigliata per chi supera i 35-40 anni è nettamente superiore dai 20 ai 40 mg. Poiché l’HMG-CoA reduttasi che interviene nella sintesi del colesterolo interviene anche nella sintesi del Coenzima Q10, chi è sottoposto a cure per ridurre la colesterolemia (statine) può avere una riduzione dei valori di coenzima Q10. Il coenzima Q10 non migliora le prestazioni, basta solo assicurarsi che non vi sia carenza dello stesso, per evitare un calo delle prestazioni. Pertanto dopo i 35 anni può essere sensata un’integrazione. L’alga HAEMATOCOCCUS PLUVIALIS contiene Astaxantina naturale, un carotenoide, pigmento organico che si trova anche nel fitoplancton e in misura minore in alcuni funghi e batteri. In commercio si trovano diversi tipi di Astaxantina, quella di derivazione chimica, quella ottenuta dal lievito e quella naturale ricavata dalla microalga Haematococcus Pluvialis coltivata alle Hawaii. L’Astaxantina naturale non presenta livelli di tossicità, in quanto sostanza completamente naturale e di cui numerosi studi hanno confermato la sua assoluta sicurezza alimentare. L’Astaxantina naturale si ottiene polverizzando le alghe Haematococcus Pluvialis successivamente alla loro permanenza in vasche di maturazione esposte al sole, dove il repentino e curioso cambio di colore testimonia l’avvenuta reazione. L’alga Haematococcus Pluvialis produce Astaxantina per difendersi e sopravvivere alla forte condizione di stress, infatti, è in grado di conservare le alghe in vita per ben quarant’anni. Una delle maggiori applicazioni in campo medico della Astaxantina riguarda la sua capacità di contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi. L’Astaxantina ha un grande potere antiossidante, è più efficace di sostanze come il beta-carotene e la vitamina E, universalmente ritenute molecole antiossidanti, ne sono state ampiamente dimostrate le loro qualità benefiche nel contribuire al mantenimento dello stato di salute. Sono state condotte sperimentazioni per chiarire il ruolo della Astaxantina nelle neoplasie e i dati mostrano esiti convincenti e stabiliscono che l’Astaxantina non solo è in grado di modulare la progressione della malattia, ma è un fattore preventivo e di protezione contro l’insorgenza. La differenza principale tra l’Astaxantina naturale e gli altri antiossidanti è che molti di questi non sono in grado di penetrare gli organi e i tessuti del corpo. Grazie alla sua particolare struttura e alla sua natura esterificata (con acidi grassi ad una o ad entrambe le estremità della molecola), l’Astaxantina è in grado di raggiungere il corpo in profondità e in ogni suo organo (cervello, cuore, muscoli, pelle), combattendone l’ossidazione e l’infiammazione, proteggendoli e ottimizzandone le funzioni. Il ridotto peso molecolare e l’alta lipofilia fa si che l’Astaxantina riesca ad attraversare la barriera emato-encefalica, esercitando i suoi effetti a livello di sistemi difficilmente raggiungibili da altri antiossidanti. Il RESVERATROLO è un polifenolo che si trova nell’uva e in altre piante (es. Polygonum cuspidatum), viene usato dalla pianta per proteggersi dai parassiti. Oggi nel vino non è contenuto molto resveratrolo, anzi non vi è quasi più traccia e questo grazie all’uso dei pesticidi, quindi, per poterlo assumere, bisogna produrre estratti che ne contengano una quantità adeguata. Al resveratrolo sono attribuite molte proprietà tra cui quelle antivirali, antinfiammatorie, anticancerogene e quella di essere in grado di prolungare la vita. Il resveratrolo è un importante integratore in quanto in grado di rigenerare i livelli del glutatione, avere una potente azione antiossidante, aumentare i livelli della chinone reduttasi, enzima usato dal fegato per disintossicare i carcinogeni e sembra sia in grado di inibire l’insorgenza, la promozione e la progressione di alcuni tipi di cancro (alla prostata, al colon, ecc.). L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica il resveratrolo come sostanza in grado di ridurre del 40% i rischi cardiovascolari. Come antiossidante protegge nei confronti di una più ampia gamma di radicali liberi rispetto alla vitamina E. Il resveratrolo promuove la produzione di ossido di azoto, mediatore biochimico che gli organismi viventi producono al loro interno al fine di controllare molte delle loro funzioni e che rilassa e dilata le arterie. Il resveratrolo inibisce l’aggregazione piastrinica bloccando l’azione della trombina, previene l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (colesterolo-LDL). Uno studio pubblicato sulla rivista “Science” dichiara che il resveratrolo è in grado di bloccare la proliferazione delle cellule cancerose nel corso di tre importanti stadi di sviluppo. In altri studi si è evidenziato, ad esempio, la capacità del resveratrolo di prevenire alcuni tipi di cancro (es. quelli generati dalla metastasi ossea) e quella di ridurre di oltre il 90% i tumori della pelle. Un altro studio ha dimostrato che il resveratrolo può indurre l’apoptosi in vitro in cellule cancerose e ridurre la crescita delle cellule tumorali. Un ulteriore ricerca ha dimostrato che in alcuni casi il resveratrolo ha migliorato i risultati delle cure chemioterapiche. L’ACIDO FOLICO è in grado di ridurre l’omocisteina, prodotto intermedio della conversione dell’aminoacido metionina in cisteina e presente nel sangue, i cui alti livelli sono associati a un certo numero di patologie (rischio cardiovascolare, aterosclerosi, osteoporosi). L’Iperomocisteinemia viene oggi considerata come uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. In caso si sia in deficit di acido folico, si assiste a un aumento dell’omocisteina. Per poter utilizzare l’acido folico, l’organismo deve convertirlo prima in tetraidrofolato e poi aggiungere un gruppo metile per formare il 5-metil-tetraidrofolato (acido folinico). Dopo essere stato assorbito a livello intestinale, l’acido folico viene attivato dal fegato, che lo trasforma in acido folinico, lo distribuisce ai vari tessuti o, eventualmente, lo deposita come riserva. L’Acido folico è essenziale alla vita dell’uomo e di molti altri organismi, anche particolarmente semplici come i batteri. Questa sostanza, intervenendo nella sintesi degli acidi nucleici, è molto importante per la crescita e la riproduzione cellulare. La carenza di acido folico può influenzare il livello di colesterolo in quanto sostanza necessaria per l’utilizzazione dei grassi.
RMEDI COMPLEMENTARI: PROLIVER, EPATOSOL, EPASOL, BETAMIX
[/content_control]